Gli spazi espositivi, e il complesso monumentale

La Real Fabbrica di San Leucio ed il Complesso Monumentale del Belvedere offrono una vasta gamma di possibilitĂ  di fruizione. All'interno di splendidi saloni riccamente arredati, gli spazi espositivi illustrano la vita di corte dei sovrani borbonici e l'intero processo della produzione della seta di San Leucio, con i macchinari originali di fine settecento, primo ottocento. Qui sotto si propongono tre anteprime del percorso didattico.

Cliccando sulle immagini è possibile osservare le ricostruzioni virtuali tridimensionali di tre importanti fasi produttive della fabbrica della seta.

 

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Orditoio

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Telaio

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Trattura

 

Poi gli spazi esterni, con le monumentali prospettive del Complesso, il Belvedere e le piacevolissime passeggiate tra i frutteti originali della comunitĂ .

Il Cortile “Ferdinando” e quello “dei Serici” ospitano inoltre, durante il periodo estivo, manifestazioni e spettacoli come il Leuciana Festival, con un cartellone ogni anno più intenso e ricco di appuntamenti di musica, teatro e spettacolo con artisti di fama internazionale.

Per finire, grazie alla presenza di un punto ristoro-caffetteria, i visitatori possono degustare le specialitĂ  enogastronomiche tipiche di San Leucio.

Percorso di visita al Belvedere

La visita al Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio comincia molto prima di essere accolti dalla Guida all’interno del Palazzo Storico. I visitatori infatti che entrano nel caratteristico borgo di San Leucio possono già da soli ammirare ad ogni passo diversi particolari storici, artistici, architettonici che li introducono rapidamente in un mondo che ancora risente di quella storia che lo ha reso famoso.

A ridosso della centrale piazza della seta, prima di varcare il Portale d’ingresso, si accede al casamento “Trattoria” attraverso un largo portone con vestibolo, dal quale si giunge ad un ampio cortile centrale di forma triangolare. Edificato tra il 1794 e il 1798, opera dell’architetto F.Collecini, aveva funzione d’alloggio e posto di ristoro per i visitatori del re.

Il cammino procede attraversando il maestoso portale settecentesco, sormontato dallo stemma dei Borbone tra due leoni, che dà l’accesso alla reggia-filanda e ai quartieri con le case operaie.

Subito dopo il portale infatti, sulla destra e sulla sinistra, si aprono i quartieri di San Ferdinando e di San Carlo (in onore al nome del re e a quello di suo padre), dove dal 1786 furono realizzate le “case leuciane”. Donate dal re agli operai insieme con il telaio, ed ancora oggi abitate, erano tutte uguali.

Salito lo scalone monumentale, si apre alla vista la facciata del Palazzo Belvedere dove, attraverso un sistema a doppia rampa, si accede alla Chiesa di San Ferdinando Re, Chiesa parrocchiale per la comunitĂ  leuciana dal 1778.

Avanzando sulla destra si arriva all’ingresso del Palazzo del Belvedere. Qui la Guida accoglie i visitatori e comincia ad illustrare loro la storia della ricca residenza rinascimentale dei principi Acquaviva che, a partire dal 1773, venne completamente trasformata per ordine di Re Ferdinando IV di Borbone, su progetto dell’architetto Francesco Collecini, aiuto di Luigi Vanvitelli.
L’edificio principale, cui successivamente vennero annessi altri corpi di fabbrica, si sviluppa su pianta rettangolare con cortile centrale. Al suo interno, tra l’altro, trovavano posto, al piano terra, la scuola, l’abitazione del parroco, le officine per filare e torcere la seta, la stanza per l’incannatoio e quella per la tintura; al primo piano, l’Appartamento Reale e le sale dei telai, tra loro comunicanti.

Nei primi anni dell’800 cominciarono i lavori per ingrandire la fabbrica con la costruzione della Filanda dei Cipressi e poi, nel 1823, della Coculliera, subito al di sopra di essa, per il deposito e la preparazione dei bachi da seta in attesa della trattura. Con queste ultime annessioni San Leucio diventava una manifattura serica a ciclo completo.

All’interno del Palazzo del Belvedere, al primo piano, si sviluppa l’Appartamento Reale. Nel percorso di visita si possono ammirare una serie di stanze particolarmente affascinanti, in cui la seta è protagonista. Tra tutte spiccano: il Bagno Grande, cosiddetto “Bagno di Maria Carolina”, interamente dipinto ad encausto nel 1792 dal primo pittore di corte, Philiph Hachert; la sala da pranzo, dipinta con storie della vita di Bacco da Fedele Fischetti; la stanza da letto, sul cui soffitto campeggia l’Aurora, opera di Giuseppe Cammarano; il coretto, da cui i sovrani assistevano alle celebrazioni liturgiche nella sottostante chiesa di San Ferdinando Re, dove risaltano i delicati dipinti di Carlo Brunelli.

La sezione di Archeologia Industriale si sviluppa su due piani e ospita numerosi macchinari e attrezzature dell'epoca utilizzate nelle varie fasi della lavorazione della seta. Tra le eccezionalitĂ , al piano terra sono esposti due grandi torcitoi cilindrici in legno, ricostruiti negli anni ottanta del novecento secondo i disegni originali e mossi dalla ruota idraulica posta nel sottosuolo.
Nel lungo locale adibito a filatoio, al primo piano, sono disposti gli antichi telai, ancora oggi funzionanti.
La parte finale della sezione, infine, presenta vari tessuti serici di moderna fattura, per poter finalmente toccare con mano la ricchezza e la delicatezza del prodotto finito.
Tutto il percorso è arricchito inoltre da dispositivi multimediali che aiutano ed accrescono la comprensione dell’enorme lavoro che c’è dietro ogni prodotto serico.

Sul fianco del Palazzo si aprono i giardini, disposti su sette terrazze e sistemati con tecniche all'italiana.

La visita termina con la “Casa del Tessitore”, ovvero un’abitazione tipica dell’operaio dell’ottocento, dove è stata ricostruito uno spaccato della vita quotidiana del leuciano.

Qui la Guida saluta i visitatori, che volendo hanno la possibilitĂ  di rimanere ancora nel borgo a curiosare nelle diverse botteghe artigiane e artistiche, o a visitare i moderni impianti di produzione tessile, soddisfacendo magari anche la voglia di acquistare un pezzo di questa storia bellissima e ormai famosa nel mondo: la Seta di San Leucio.

Premessa

Sin dall’epoca del restauro generale del Complesso, l’Amministrazione Comunale, proprietaria del Sito, ha puntato, oltre al suo “recupero statico”, anche al “recupero funzionale”, per avviarlo ad una effettiva utilizzazione che non lo “congelasse” come “museo di se stesso” ma che lo facesse rivivere coerentemente con le destinazioni già individuate in epoca borbonica all’atto della sua originaria realizzazione. Le funzioni individuate nel progetto di recupero (museale, didattica e marketing) si prefiggono anche l’innesco di un impatto socio-economico favorevole su tutto il contesto territoriale.
Se la funzione museale si prefigge l’erogazione di un servizio culturale, le altre due funzioni hanno rispettivamente per obiettivo quello di formare le maestranze da impiegare nel settore serico locale nonché quello di pubblicizzare ulteriormente il “prodotto seta” (già peraltro ampiamente noto) creando anche nuova occupazione.

AttivitĂ  in programma

Nei grandi saloni ubicati a ridosso del Cortile Ferdinando, dedicati al marketing, sarĂ  possibile acquistare la stoffa lavorata sugli antichi telai, resi funzionanti da operai che vi lavoreranno ogni giorno per realizzare un prodotto speciale, di nicchia: si tratterĂ  di seta di alto pregio, prodotta in numero limitato, e per questo di alto valore anche economico. Seta pregiata, realizzata in una Reggia, per chi vorrĂ  sentirsi Re.

Verranno inoltre create delle attivitĂ  di merchandising con le altre realtĂ  seriche italiane (come Prato, Como).

I locali dello Scalone Monumentale, i cui lavori di restauro sono in via di ultimazione, saranno destinati a servizi di prima accoglienza per i turisti (info point; mostre/seminari; caffè letterario) e ad attività commerciali pure dedicate ai turisti (vendita di prodotti serici e prodotti di enogastronomia locale).

All’interno del Palazzo del Belvedere, infine, in alcune grandi sale troverà sede la sezione della Scuola di restauro del tessuto del Ministero dei Beni Culturali.

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